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# Una proposta alla Camera vuole rendere gratuito il test prenatale NIPT
- URL: https://ghost-production-4ea1.up.railway.app/test-prenatale-nipt-gratuito-proposta-camera/
- Published: 2026-10-18T18:58:42.000Z
- Updated: 2026-11-03T02:04:46.000Z
- Description: Oggi il test che analizza il DNA del feto nel sangue materno si paga quasi ovunque mentre una proposta vorrebbe renderlo gratuito in tutta Italia con regole uniche su chi lo prescrive e dove si analizza il campione
- Author: Redazione di Gazzetta Civica
- Tags: #Migrated-1793405707953, #Import 2026-10-31 01:16, Salute, #norme-distillate

Questo testo non è una legge in vigore. È una **proposta di legge d’iniziativa parlamentare**, l’atto Camera 1781, prima firmataria la deputata **Elisa Montemagni** del gruppo Lega – Salvini Premier insieme ad altri otto deputati. Vorrebbe inserire il test prenatale non invasivo tra le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale offre gratuitamente a chi è in gravidanza.

La proposta è stata presentata il **14 marzo 2024**, ma il suo testo è stato pubblicato dalla Camera solo il **16 ottobre 2026**, più di due anni e mezzo dopo. Lo stato dell’iter risulta ancora «da assegnare», lo stesso del giorno della presentazione: la proposta non è stata nemmeno affidata a una commissione parlamentare, l’organo che istruisce il testo prima del voto dell’Aula. L’esame non è quindi mai cominciato, nessuna delle previsioni descritte qui sotto è oggi applicabile, e il testo potrebbe cambiare o non essere mai approvato.

**Atto Camera* [**1781*](http://www.camera.it/uri-res/N2Ls?urn:camera-it:parlamento:scheda.progetto.legge:camera;19.legislatura;1781)

### Che cos’è il test di cui si parla

Il NIPT, sigla inglese di *Non Invasive Prenatal Testing*, cioè test prenatale non invasivo, è un esame di screening genetico: non dà una diagnosi certa, ma segnala se esiste un rischio aumentato di determinate anomalie. Si esegue con un semplice prelievo di sangue dal braccio della gestante e analizza il DNA del feto che circola nel plasma materno.

Secondo la definizione contenuta nella proposta, il test individua un aumentato rischio di **aneuploidie fetali**, cioè anomalie nel numero dei cromosomi, in particolare le trisomie 13, 18 e 21, e si può fare già **dalla decima settimana** di gravidanza. Può anche rilevare i cromosomi sessuali del feto.

Il beneficio principale indicato dai proponenti è la riduzione del ricorso alla **diagnosi prenatale invasiva**, cioè amniocentesi e villocentesi, tecniche che prelevano tessuti direttamente dall’utero, e dei rischi di aborto e complicanze che queste comportano.

### Cosa è già gratuito oggi e cosa no

Il Servizio sanitario nazionale copre già diverse prestazioni legate alla gravidanza, perché la legge le considera di interesse sociale ed escluse dal **ticket**, cioè dalla quota di spesa a carico del paziente. Sono gratuite, tra le altre:

- le visite ostetrico-ginecologiche periodiche, i corsi di accompagnamento alla nascita e l’assistenza dopo il parto;
- nel primo trimestre il **test combinato**, che unisce un’ecografia della nuca del feto e due valori ematici, con la consulenza prima e dopo;
- nel secondo trimestre il **tri-test**, che misura tre sostanze nel sangue materno per stimare il rischio di anomalie cromosomiche e difetti del tubo neurale;
- l’amniocentesi e la villocentesi, ma solo se il rischio stimato supera soglie precise, pari a **una probabilità di almeno 1 su 300** calcolata nel primo trimestre o **1 su 250** nel secondo.

Il NIPT, invece, resta fuori da questo elenco nazionale. Chi vuole farlo come esame aggiuntivo lo paga, salvo che viva in una regione che ha deciso di coprirlo con risorse proprie. La relazione che accompagna la proposta cita il caso della **Toscana**, dove le gestanti con rischio intermedio partecipano con 200 euro, e segnala l’accesso gratuito già deliberato in queste regioni:

- Lombardia
- Emilia-Romagna
- Piemonte
- Sicilia
- Liguria

### Cosa cambierebbe se il test entrasse nei LEA

Il cuore della proposta è l’ingresso del NIPT nei **livelli essenziali di assistenza**, i cosiddetti LEA: l’elenco delle prestazioni che il Servizio sanitario nazionale deve garantire a tutti su tutto il territorio, uguali da Bolzano a Ragusa.

> *La presente legge promuove l’inserimento dell’esame prenatale non invasivo e del relativo colloquio informativo e consulenza mirata nei livelli essenziali di assistenza, tra le prestazioni specialistiche per il controllo della gravidanza escluse dalla partecipazione al costo \[…\]*  
>  
> **Art. 1, comma 1**

Il percorso tecnico passerebbe dal **Ministro della salute**, che entro **sessanta giorni** dall’eventuale entrata in vigore della legge dovrebbe proporre l’aggiornamento dell’elenco dei LEA, seguendo la procedura già prevista dalla legge di stabilità del 2016\. Dentro quell’aggiornamento finirebbero due cose: il test in sé e il colloquio con la consulenza mirata prima e dopo l’esame.

> *Per le finalità di cui all’articolo 1, il NIPT è inserito tra gli esami di screening prenatale garantiti dal Servizio sanitario nazionale.*  
>  
> **Art. 5, comma 1**

A differenza della diagnosi invasiva, la cui gratuità dipende dalle soglie di rischio già citate, l’articolato della proposta non fissa alcuna soglia numerica per il NIPT. Rinvia invece al futuro decreto di aggiornamento dei LEA la definizione delle condizioni di erogabilità, cioè dei casi e dei modi in cui il test si può ottenere a carico pubblico, tenendo conto di:

- l’evoluzione scientifica;
- il rischio di patologia fetale;
- l’appropriatezza;
- le evidenze di costo-efficacia.

La relazione illustrativa, richiamando le raccomandazioni del Consiglio superiore di sanità, suggerisce un uso «contingente», cioè il test somministrato dopo il test combinato e non in sostituzione. Questa modalità, però, non compare nel testo degli articoli.

Lo stesso decreto dovrebbe inoltre rimettere mano a tutto il resto dello screening prenatale già gratuito, per far quadrare il quadro complessivo.

> \[…\] b) revisione periodica delle condizioni di erogabilità degli esami di screening prenatale e di diagnosi prenatale attualmente offerti dal Servizio sanitario nazionale, ai fini del loro coordinamento con le condizioni di erogabilità di cui alla lettera a).  
>  
> **Art. 5, comma 4**

Anche il test combinato, il tri-test e le soglie di accesso all’amniocentesi potrebbero quindi essere ridefiniti in quella sede.

### Chi prescrive e dove si analizza il sangue

La proposta stringe il cerchio su chi può ordinare l’esame e su cosa deve avvenire prima.

> *L’esecuzione del NIPT, i cui costi sono posti a carico del Servizio sanitario nazionale, deve essere preceduta dal colloquio informativo e dalla consulenza \[…\], dall’ecografia ostetrica e dalla sottoscrizione del consenso informato. Il NIPT è effettuato su prescrizione di medici specialisti in genetica medica o in ginecologia e ostetricia.*  
>  
> **Art. 5, comma 2**

È una scelta rilevante nella pratica: oggi il medico di medicina generale può prescrivere diverse prestazioni per il controllo della gravidanza fisiologica, ma per il NIPT la proposta riserva la prescrizione ai soli specialisti indicati.

Anche i laboratori dovrebbero rispondere a requisiti stringenti, perché l’analisi del DNA fetale richiede strumenti e competenze particolari.

> \[*…\] l’analisi del campione di sangue prelevato per l’esame NIPT è eseguita presso strutture specializzate con comprovata esperienza che hanno integrato nei processi produttivi interni tecnologie validate e che sono dotate delle infrastrutture e delle competenze, comprese quelle bioinformatiche, necessarie per analizzare e interpretare i dati.*  
>  
> **Art. 5, comma 3**

Le competenze bioinformatiche sono quelle che servono a leggere con strumenti informatici l’enorme quantità di dati genetici prodotta dal sequenziamento. Le strutture dovrebbero ottenere un accreditamento con certificazioni e controlli di qualità, e spetterebbe alle **regioni** individuarle organizzandole secondo un modello *hub and spoke*, cioè pochi centri di riferimento attrezzati per le analisi complesse e una rete di punti periferici che raccolgono i campioni.

### La libertà di scegliere e il consenso informato

Un intero articolo è dedicato alla volontà della donna. Il percorso di screening e diagnosi prenatale resterebbe una scelta libera, e il Servizio sanitario dovrebbe garantire un’informazione completa, chiara e aggiornata su esami disponibili, caratteristiche, rischi, patologie indagate e implicazioni dei risultati.

> *\[…\] La donna in stato di gravidanza è informata del carattere non obbligatorio dell’esame e del diritto di scegliere se effettuare o meno lo stesso.*  
>  
> **Art. 4, comma 2**

Al termine del colloquio informativo, donna e professionista sanitario firmerebbero il **consenso informato**, cioè l’atto con cui la paziente dichiara di aver compreso in cosa consiste l’esame e di accettarlo. L’intero percorso dovrebbe svolgersi in modo strutturato, con consulenza prima e dopo il test e continuità della presa in carico.

### Il nodo della copertura finanziaria

La proposta quantifica il costo e indica da dove prenderlo.

> *Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge, pari a 18,8 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2024, si provvede nell’ambito delle risorse di cui all’articolo 1, comma 235, della legge 30 dicembre 2023, n. 213.*  
>  
> **Art. 7, comma 1**

La norma richiamata è quella con cui la legge di bilancio per il 2024 ha vincolato una quota del finanziamento della sanità proprio all’aggiornamento dei LEA. Nel testo oggi vigente quel fondo vale **50 milioni di euro per il 2024** e **200 milioni annui dal 2025**, non riservati al solo NIPT ma destinati a tutti gli aggiornamenti dei livelli essenziali decisi con la procedura ordinaria: i 18,8 milioni andrebbero quindi a competere con altre possibili novità.

C’è anche un dettaglio temporale che segnala quanto il testo sia rimasto fermo: la decorrenza degli oneri è fissata al 2024, l’anno della presentazione, e non è stata aggiornata nei due anni e mezzo successivi mentre la proposta attendeva l’assegnazione.

### Chi controllerebbe i risultati

Il monitoraggio dell’attuazione spetterebbe alla **Commissione nazionale per l’aggiornamento dei LEA e la promozione dell’appropriatezza**, l’organismo che già valuta cosa debba entrare o uscire dalle prestazioni garantite. Ogni anno le regioni le trasmetterebbero una relazione con:

- lo stato di attuazione;
- le criticità incontrate;
- il numero di donne che hanno avuto accesso al test;
- gli esami effettuati e il costo sostenuto.

Sulla base di quei dati, la Commissione potrebbe proporre al Ministro della salute di correggere le condizioni di accesso agli screening e alle diagnosi prenatali. Resterebbe comunque intatto il margine di manovra delle regioni che vogliono fare di più.

> *Resta salva la possibilità per le regioni di prevedere l’erogazione di prestazioni al di fuori dei livelli essenziali di assistenza, anche per quello che concerne l’erogazione del NIPT, con oneri a carico del bilancio regionale.*  
>  
> **Art. 6, comma 4**

### A che punto è il percorso

La proposta è depositata alla Camera da oltre due anni e mezzo e non ha ancora superato il primo passaggio formale, l’assegnazione alla commissione competente. Finché questo non avviene, l’esame non può iniziare.

Per chi è in gravidanza oggi la situazione resta quella attuale: il NIPT si paga, a meno di vivere in una delle regioni che lo coprono con risorse proprie. Il termine dei sessanta giorni per il Ministro della salute e l’inserimento nei livelli essenziali di assistenza comincerebbero a correre soltanto da un’eventuale entrata in vigore della legge.

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