La legge trasforma in norma definitiva il decreto-legge di agosto dedicato al funzionamento della pubblica amministrazione, degli enti territoriali e della protezione civile. Riguarda soprattutto chi lavora negli uffici pubblici, dipendenti di ruolo, precari e dirigenti, ma tocca anche province, regioni, sanità, giornalisti pensionandi e Forze armate. È in vigore dal 7 ottobre 2026.

Legge n. 174/26 del 5 ottobre 2026 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 232 del 6 ottobre 2026

I precari delle agenzie ambientali verso il contratto stabile

Per i lavoratori, cambia soprattutto la situazione del personale a tempo determinato delle agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente e dell’ISPRA, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale: queste strutture possono assumerli a tempo indeterminato entro il 31 dicembre 2027.

La stabilizzazione non è automatica. Servono almeno 36 mesi di servizio continuativo maturati entro la fine del 2026, una valutazione positiva e l’essere stati reclutati con un concorso pubblico: chi è entrato per altra via resta fuori. Chi ha i requisiti deve comunque superare un colloquio di idoneità.

Se i candidati superano i posti disponibili, la precedenza segue quest’ordine:

  • l’anzianità di servizio;
  • la valutazione;
  • l’esito del colloquio.

La legge precisa anche che l’operazione non deve costare nulla in più alle casse pubbliche: le agenzie devono trovare le risorse nelle facoltà di assunzione che già hanno.

Nei concorsi pubblici una quota per chi ha già lavorato per lo Stato

Chi ha accumulato esperienza nella pubblica amministrazione con contratti precari ottiene un vantaggio nei concorsi futuri. Le amministrazioni pubbliche, insieme agli enti e alle aziende speciali degli enti locali, possono riservare una parte dei posti messi a bando a chi ha già lavorato per loro con forme di lavoro flessibile, somministrazione compresa.

le amministrazioni pubbliche […] possono, nelle procedure selettive per il reclutamento di personale con qualifica non dirigenziale indette entro il 31 dicembre 2027, riservare una quota non superiore al 20 per cento dei posti messi a concorso

Art. 1, comma 15-sexies, D.L. 144/2026

Il requisito è avere svolto almeno tre anni di servizio negli ultimi cinque, nello stesso profilo professionale e presso la stessa amministrazione che pubblica il bando. In alternativa alla riserva di posti, l’amministrazione può scegliere di valorizzare quell’esperienza come titolo nella selezione.

La finestra si chiude con i bandi pubblicati entro il 31 dicembre 2027, e la misura vale solo per il personale non dirigenziale.

Sul fronte dei tempi di assunzione, la legge accorcia anche un termine del reclutamento pubblico: passa da trentasei a ventiquattro mesi, con una copertura di 250.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027.

Cambiano le carriere dei dirigenti con deroghe e nuovi uffici

Per la dirigenza pubblica il quadro si muove su più fronti. Il passaggio alla prima fascia dirigenziale, il livello più alto riservato ai dirigenti generali, si apre anche a chi, pur essendo inquadrato nel livello non generale, ricopre di fatto un incarico di vertice.

Chi ha completato il quinquennio necessario ha 36 mesi per presentare domanda. Per la Presidenza del Consiglio dei ministri vale una regola dedicata, con il quinquennio che decorre dal primo incarico di livello generale.

Il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica riceve poteri rafforzati sulle grandi opere energetiche e idriche, esercitati attraverso due nuovi incarichi dirigenziali di vertice nei limiti della dotazione organica, con la possibilità di assegnarne fino a due ulteriori in deroga al limite percentuale ordinario.

Fino al 31 dicembre 2029 […] il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica provvede all’esercizio delle competenze di autorità settoriale […] mediante l’attribuzione di due incarichi di livello dirigenziale generale

Art. 1, comma 9-bis, D.L. 144/2026

Cambia anche l’organizzazione interna dei controlli sul lavoro pubblico: l’Ispettorato per la funzione pubblica, l’ufficio che vigila sul rispetto delle regole da parte delle amministrazioni, si articola in due servizi, con un corrispondente aumento dei dirigenti di seconda fascia alla Presidenza del Consiglio. Il conto è di 90.119 euro per il 2026 e 360.473 euro annui dal 2027.

Il Ministero dell’economia e delle finanze, a sua volta, stabilizza il personale già reclutato e in cambio non potrà più fare nuove assunzioni a tempo determinato per quel contingente.

Nasce inoltre, presso il Dipartimento del Tesoro, una struttura tecnica a supporto della Cabina di regia sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, che deve formulare proposte entro il 31 gennaio 2027.

Resta invece sostanzialmente intatta la stretta sulle ferie non godute già introdotta dal decreto di agosto: il divieto di monetizzarle, cioè di convertirle in denaro, salvo i casi in cui il lavoratore non le abbia usate per scelta consapevole. Il Parlamento è intervenuto solo sulla formulazione letterale della norma, non sul suo contenuto.

Un’ultima apertura riguarda la nuova Agenzia per l’agricoltura e la pesca: nella sua fase di avvio potrà conferire incarichi dirigenziali anche oltre i limiti percentuali ordinari, fermi restando requisiti e procedure.

I mandati delle province si riallineano

Il capitolo più politicamente delicato riguarda le province, dove il disallineamento fra la scadenza dei consigli e quella dei presidenti costringe a elezioni ravvicinate. Il Parlamento ha riscritto integralmente la norma del decreto, introducendo una proroga reciproca della durata dei mandati per far coincidere le scadenze, in attesa, come dice il testo stesso, di una revisione organica dell’ordinamento provinciale.

Le disposizioni del presente comma non comportano l’interruzione del mandato dei presidenti di provincia e dei consigli provinciali

Art. 2, comma 10, D.L. 144/2026

C’è un’eccezione: nelle province dove il presidente è stato eletto nello stesso anno, prima che il decreto entrasse in vigore, i consigli si rinnovano entro il 31 dicembre 2026 secondo le regole precedenti, e i consigli così eletti restano in carica fino alla scadenza del mandato del rispettivo presidente. Nessun organo in carica viene interrotto.

Per gli enti territoriali arrivano anche altre misure: le risorse per il funzionamento dei consigli regionali rientrano espressamente negli stanziamenti già previsti, ferma restando l’autonomia contabile dei consigli, e due termini in materia di personale ed enti locali slittano rispettivamente al 31 dicembre 2027 e al 30 dicembre 2026.

Le regioni in disavanzo ottengono obiettivi più graduali ma più lunghi

Le regioni che devono rientrare da un disavanzo, cioè da un bilancio chiuso in perdita, trovano regole diverse. Il periodo di riferimento non è più il biennio 2026-2027 ma il triennio 2027-2029, e al posto dell’obbligo di dimezzare il disavanzo rispetto all’anno precedente arrivano soglie crescenti: almeno il 10% nel 2027, il 20% nel 2028, il 30% nel 2029.

Cambia anche il perimetro di calcolo: il miglioramento si misura solo sulla parte non sanitaria del bilancio regionale, al netto dei pagamenti che passano dalla gestione sanitaria accentrata. I conti della sanità restano quindi fuori dal computo, e la legge introduce una definizione apposita per evitare ambiguità su cosa rientri in quel perimetro.

Nel settore sanitario, intanto, l’elenco nazionale dei candidati idonei a diventare direttori generali delle ASL, le aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli enti del Servizio sanitario nazionale, quello pubblicato nel dicembre 2022, resta valido fino alla pubblicazione dell’elenco aggiornato e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2027.

Un altro termine in materia sanitaria slitta alla stessa data, con il periodo di applicazione esteso agli anni 2024-2027.

Pensioni e previdenza cambiano per giornalisti, contributi prescritti e COVIP

Sul fronte previdenziale la legge di conversione aggiunge tre misure assenti nel decreto originario.

  • Giornalisti professionisti: chi è iscritto all’INPS dopo essere passato dall’ex istituto di previdenza di categoria, l’INPGI, e lavora per imprese editrici di quotidiani, periodici o agenzie di stampa nazionali, trova risorse dedicate per la pensione anticipata: 4,6 milioni di euro per il 2026 e 1,7 milioni per il 2027.
  • Contributi mai versati e ormai prescritti: per i periodi di paga fino al 31 dicembre 2004, per i quali la prescrizione impedisce di recuperare i contributi, il lavoratore può chiedere la costituzione di una rendita vitalizia, cioè una prestazione che ricostruisce la copertura previdenziale mancante. Il meccanismo opera dal 2026 al 2033 su istanza dell’interessato, con il supporto dell’INPS e del Ministero degli affari esteri.
  • COVIP: la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, l’autorità che controlla la previdenza complementare, si dota di un segretario generale accanto al direttore generale, entrambi nominati dalla Commissione su proposta del presidente. Il costo, pari a 60.806 euro nel 2026 e 364.834 euro annui dal 2027, grava sul bilancio dell’autorità, senza aumentare il contributo chiesto ai soggetti vigilati.

Difesa e tutela del mare

Le Forze armate ottengono una struttura di comando dedicata alle operazioni speciali, finora condotte senza un comando disciplinato dal codice militare.

1. Il Comando forze speciali dipende dal Capo di stato maggiore della difesa e svolge funzioni di pianificazione, di direzione e di condotta delle operazioni delle Forze speciali, in conformità agli indirizzi del Ministro della difesa e previa autorizzazione del medesimo Ministro per lo svolgimento di ogni attività.

Art. 7, comma 16, legge 174/2026

Il comandante viene nominato con decreto del Ministro della difesa, su proposta del Capo di stato maggiore, scegliendo tra gli ufficiali di grado più elevato in servizio permanente:

  • generale di corpo d’armata;
  • ammiraglio di squadra;
  • generale di squadra aerea.

Le modalità operative sono rinviate a un regolamento.

Il Corpo delle capitanerie di porto, la Guardia costiera, riceve invece un contingente stabile di 30 unità per far funzionare il Reparto ambientale marino, la struttura che si occupa della tutela dell’ambiente marino e costiero. Il personale aggiuntivo, collocato in soprannumero rispetto alle dotazioni ordinarie, comprende:

  • un contrammiraglio;
  • dieci ufficiali di vario grado;
  • dieci sottufficiali nocchieri;
  • nove graduati.

Gli stipendi e le spese di funzionamento, pari a 2.375.324 euro annui dal 2027, restano a carico del Ministero dell’ambiente, mentre il Ministero delle infrastrutture può procedere ad arruolamenti aggiuntivi senza costi ulteriori.

Le altre misure

Il resto dell’allegato interviene su materie eterogenee.

  • Ischia: fino al termine della gestione commissariale, gli interventi di riparazione e ricostruzione legati al sisma del 2017 e agli eventi eccezionali del novembre 2022 ricadono sotto le misure di tutela dei lavoratori previste per il cratere del Centro Italia, l’area colpita dai terremoti del 2016 e 2017, attuate dal Commissario straordinario senza spese aggiuntive.
  • Attività spaziali: le nuove regole del decreto non si applicano ai contratti firmati prima della sua entrata in vigore che a quella data avessero già iniziato a produrre effetti.
  • Ferrovie: la nuova linea Passo Corese-Rieti entra nell’elenco delle opere affidate alla gestione commissariale dell’amministratore delegato di RFI, la società che gestisce la rete ferroviaria nazionale.
  • Capacità amministrativa: le amministrazioni pubbliche possono stipulare convenzioni, anche a pagamento, con l’istituto nazionale di promozione, cioè Cassa depositi e prestiti, e le sue controllate, per rafforzarsi e accelerare la spesa per investimenti, senza nuovi oneri.
  • Contributi: alcune erogazioni non potranno essere versate oltre il 31 dicembre 2027.

Cosa è già operativo e cosa deve ancora arrivare

La legge è già operativa dal 7 ottobre 2026, data in cui sono entrate in vigore anche tutte le modifiche introdotte dal Parlamento rispetto al decreto di agosto. Da quel giorno valgono, ad esempio, l’eccezione sui consigli provinciali da rinnovare entro il 31 dicembre 2026 nei casi di coincidenza con l’elezione del presidente, e lo stesso termine segna la soglia dei 36 mesi di servizio richiesti ai precari delle agenzie ambientali per poter aspirare alla stabilizzazione.

Gran parte degli effetti pratici, però, arriverà nei prossimi anni. Entro il 31 gennaio 2027 la nuova struttura tecnica del Dipartimento del Tesoro dovrà presentare le sue proposte sul Piano nazionale di ripresa e resilienza, mentre lo stesso anno apre il triennio in cui le regioni in disavanzo devono migliorare progressivamente i conti non sanitari.

Il 31 dicembre 2027 concentra le scadenze più numerose: è il termine per le assunzioni a tempo indeterminato nelle agenzie ambientali, per i bandi con la quota riservata a chi ha già lavorato nella pubblica amministrazione e per la validità dell’elenco dei direttori generali sanitari in attesa dell’aggiornamento. Solo nel 2029 si chiuderanno i poteri rafforzati assegnati al Ministero dell’ambiente sulle infrastrutture energetiche e idriche strategiche.

Per chi lavora con un contratto precario nella pubblica amministrazione o punta a un concorso pubblico, i vantaggi concreti non scattano subito: dipendono dal rispetto di questi termini da parte delle amministrazioni nei prossimi anni.


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